Operazione Moro - Marini Recchia Vincenzo E Zupo Giuseppe

Il 16 marzo 1978, il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro è appena uscito da casa. Ha 5 uomini di scorta, due carabinieri nella sua vettura, e tre poliziotti nell’auto che segue. Va in Parlamento dove si vota la fiducia sul IV governo Andreotti, il primo dopo 30 anni che avrà l’appoggio esterno del Partito Comunista Italiano. È l’intesa Moro - Berlinguer per dare una base parlamentare più ampia al governo del Paese e maggiore solidità alle istituzioni democratiche.
A breve distanza da casa, un agguato micidiale blocca le auto. Una mitraglietta spara la maggior parte dei colpi, la scorta viene massacrata prima di poter reagire, l’On. Moro, illeso, viene caricato su una vettura e sequestrato. La banda armata Brigate Rosse rivendica l’azione. Moro resta prigioniero per 55 giorni non si sa dove; e i terroristi cercano di usarlo per imporsi e scardinare il sistema democratico. Il 19 maggio Moro viene ucciso e fatto ritrovare in pieno centro di Roma, in via Caetani, a metà strada fra le sedi della DC e del Pci. Il più grave delitto politico dell’Europa moderna si riempie di verità coperte, inconfessabili per chi non si vuole confessare. Se invece vuoi alzare il velo e cominciare a capire: capire se nel gruppo degli stragisti c’erano persone dei servizi deviati, perché i luoghi della prigionia di Moro non vennero trovati, chi trafugò i suoi documenti importanti, chi impedì agli amici di Moro di salvarlo, quali erano gli uomini potentissimi di Paesi stranieri che lo avevano minacciato, quale fu il ruolo del Papa a favore di lui e quale quello di forze interne ed esterne che lo volevano morto: e cento altri di questi cosiddetti “misteri”: ebbene, questo libro li mette a nudo. Lo hanno scritto con fatica certosina, nel 1981-82, due persone che ne avevano titolo: Giuseppe Zupo, avvocato del collegio di difesa di parte civile dei familiari dei poliziotti massacrati in via Fani; il prof. Vincenzo Marini Recchia, responsabile della sicurezza del Pci. Questo libro è stato fondamentale per il lavoro dei magistrati nei nuovi processi ancora aperti sul caso Moro, e per quello delle relative Commissioni Parlamentari.

 

 




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